Tabelle Codici Pensioni INPS

Tabelle Codici Pensioni INPS

Quando parliamo di categorie pensioni Inps facciamo riferimento a tutti quei codici pensione Inps e quelle sigle che hanno come obiettivo quello di identificare la natura della pensione e la cassa previdenziale a cui si appartiene.

Ogni prestazione previdenziale ha una sigla, una tipologia di gestione e un codice pensione che ha l’obiettivo di decodificare la categoria e la gestione di appartenenza.

 

Per esempio vediamo la categoria “vocom codici pensioni 21”: VO rappresenta la sigla e la categoria pensioni a cui si appartiene, in questo caso è quella di vecchiaia. COM è l’acronimo che identifica il fondo da cui proviene la pensione e in questo caso facciamo riferimento alla gestione dei “commercianti”. 21 è, invece, il codice pensione che viene attribuito all’INPS per risalire alla prestazione. 

 

Si tratta quindi di una pensione di vecchiaia elargita dalla gestione commercianti. In questo modo si identificano sia la categoria della pensione che il fondo di appartenenza.

Lista dei tipi di pensioni INPS

LISTA CODICI PENSIONI INPS e EX INPDAP

Qui sotto puoi trovare la tabella con tutti i codici delle pensioni INPS.

Se invece stavi cercando le tabelle dei prestiti INPS, clicca qui.

CodiceSiglaDescrizioneTipologia Gestione
1.0VOPensioni di vecchiaia, di anzianità e pensionamenti anticipati, liquidati a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendentiAGO
2.0IOPensioni di invalidità e di inabilità e assegni di invalidità liquidati, a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendentiAGO
3.0SOPensioni ai superstiti, liquidate a carico del
Fondo pensioni lavoratori dipendenti
AGO
4.0VOSPensioni di vecchiaia, di anzianità e pensionamenti anticipati, liquidati a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
5.0IOSPensioni di invalidità e di inabilità e assegni di invalidità, liquidati a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
6.0SOSPensioni ai superstiti, liquidate a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
7.0VOPPensioni di vecchiaia, di anzianità e pensionamenti anticipati, liquidati a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ai pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interneAGO
8.0IOPPensioni di invalidità e di inabilità e assegni di invalidità, liquidati a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ai pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interneAGO
9.0SOPPensioni ai superstiti, liquidate a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ai pescatori della piccola pesca marittima e delleAGO
10.0VOSPEDPensioni ordinarie già a carico del soppresso Fondo Previdenziale e Assistenziale degli Spedizionieri DoganaliAGO
11.0IOSPEDPensioni di invalidità già a carico del soppresso Fondo Previdenziale e Assistenziale degli Spedizionieri DoganaliAGO
12.0SOSPEDPensioni ai superstiti già a carico del soppresso Fondo Previdenziale e Assistenziale degli Spedizionieri DoganaliAGO
13.0VOMINPensioni di vecchiaia, di anzianità e pensionamenti, anticipati liquidati a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ai lavoratori delle miniere, cave e torbiereAGO
14.0SOMINPensioni ai superstiti, liquidate a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ai lavoratori delle miniere, cave e torbiereAGO
15.0VRPensioni di vecchiaia e di anzianità, liquidate a carico della gestione coltivatori diretti, mezzadri e coloniGestione coltivatori diretti
16.0IRPensioni di invalidità e di inabilità e assegni di invalidità, liquidati a carico della gestione coltivatori diretti, mezzadri e coloniGestioni coltivatori diretti
17.0SRPensioni ai superstiti, liquidate a carico della gestione coltivatori diretti, mezzadri e coloniGestione coltivatori diretti
18.0VOARTPensioni di vecchiaia e di anzianità, liquidate a carico della gestione artigianiGestione artigiani
19.0IOARTPensioni di invalidità e di inabilità e assegni di invalidità, liquidati a carico della gestione artigianiGestione artigiani
20.0SOARTPensioni ai superstiti, liquidate a carico della gestione artigianiGestione artigiani
21.0VOCOMPensioni di vecchiaia e di anzianità, liquidate a carico della gestione esercenti attività commercialiGestione commercianti
22.0IOCOMPensioni di invalidità e di inabilità e assegni di invalidità, liquidati a carico della gestione esercenti attività commercialiGestione commercianti
23.0SOCOMPensioni ai superstiti, liquidate a carico della gestione esercenti attività commercialiGestione commercianti
24.0FSPensioni ex dipendenti FF.SS.Fondo esclusivo FS
24.0VPTPensioni di anzianità o di vecchiaia ex lavoratori delle PosteEx fondo IPOST
24.0IPTPensioni di Inabilità o Inidoneità ex lavoratori delle PosteEx fondo IPOST
24.0SPTPensioni ai Superstiti ex lavoratori delle PosteEx fondo IPOST
27.0VOCREDAssegni straordinari di sostegno al reddito dei dipendenti delle Banche ordinarie, comprese le Casse di Risparmio ed escluse le Banche di credito cooperativoAGO
28.0VOCOOPAssegni straordinari di sostegno al reddito dei dipendenti delle Banche di credito cooperativo (ex CRA)AGO
29.0VOESOAssegni straordinari di sostegno al reddito dei dipendenti ETIAGO
30.0VOBISRendite facoltative di vecchiaiaAGO
31.0IOBISRendite facoltative di invaliditàAGO
32.0VOBANCPensioni di vecchiaia, a carico della Gestione Speciale per il personale degli Enti pubblici creditiziAGO
33.0IOBANCPensioni di invalidità, a carico della Gestione Speciale per il personale degli Enti pubblici creditiziAGO
34.0SOBANCPensioni ai superstiti, a carico della Gestione Speciale per il personale degli Enti pubblici creditiziAGO
35.0VMPPensioni di vecchiaia della mutualità pensioni a favore delle casalinghe-
36.0IMPPensioni di invalidità della mutualità pensioni a favore delle casalinghe-
37.0PMPensioni della gestione previdenza marinaraFondo speciale
40.0PMSPensioni della gestione speciale previdenza marinaraFondo speciale
43.0INDCOMIndennizzo per la cessazione dell’attività commercialeAGO
44.0INVCIVPensione di Inabilità Civile o Assegno mensilePrestazione assistenziale
44.0INDFIndennità Di FrequenzaPrestazione assistenziale
44.0INDAIndennità di accompagnamentoPrestazione assistenziale
44.0INDACIndennità di accompagnamento CiechiPrestazione assistenziale
44.0INDCIndennità di ComunicazionePrestazione assistenziale
44.0INDCDIndennità ciechi DecimistiPrestazione assistenziale
44.0INDCVIndennità Ciechi VentesimistiPrestazione assistenziale
45.0VLPensioni del personale di volo dipendente da aziende di navigazione aereaFondo speciale
48.0ESPensioni del personale dipendente dalle esattorie e ricevitorie delle imposte diretteFondo speciale
51.0ETPensioni del personale dipendente da pubblici servizi di trasporto e pensioni del soppresso fondo per il personale dipendente dall’azienda autoferrotranviaria di MilanoFondo speciale
54.0TTPensioni del personale addetto ai pubblici servizi di telefoniaFondo speciale
57.0DZPensioni del personale addetto alle gestione delle imposte di consumoFondo speciale
60.0GASPensioni del personale dipendente dalle aziende private del gasFondo speciale
63.0ELPensioni del personale dipendente dall’ENEL e da aziende elettriche privateFondo speciale
66.0CLPensioni del clero secolare e ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolicaFondo speciale
69.0PSOAssegni vitalizi già liquidati a carico dell’ENPAS, dell’Istituto postelegrafonici e dell’INADELAGO
70.0VOTOTPensioni di vecchiaia, di anzianità in totalizzazioneAGO
71.0IOTOTPensione di inabilità in totalizzazioneAGO
72.0SOTOTPensione di reversibilità in totalizzazioneAGO
73.0VOAUTPensioni di vecchiaia erogate ai lavoratori parasubordinatiGestione separata
74.0IOAUTPensioni di invalidità erogate ai lavoratori parasubordinatiGestione separata
75.0SOAUTPensioni ai superstiti erogate ai lavoratori parasubordinatiGestione separata
76.0VOSTTrattamenti previdenziali già liquidati dall’ENPAOAGO
77.0PSPensioni socialiPrestazione assistenziale
78.0ASAssegni socialiPrestazione assistenziale
79.0PMOPensioni marittime trasferite all’assicurazione generale obbligatoria della “Legge 658/1967” del 27 luglio 1967AGO
82.0VDAIPensione di vecchiaia, anzianità, prepensionamento dell’ex INPDAIAGO
83.0IDAIPensioni di invalidità dell’ex INPDAIAGO
84.0SDAIPensioni ai superstiti dell’ex INPDAIAGO
85.0VRSPensioni di vecchiaia e di anzianità, liquidate a carico della gestione coltivatori diretti, mezzadri e coloni, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
86.0IRSPensioni di invalidità e di inabilità e assegni di invalidità, liquidati a carico della gestione coltivatori diretti, mezzadri e coloni, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
87.0SRSPensioni ai superstiti, liquidate a carico della gestione coltivatori diretti, mezzadri e coloni, in regime internazionaleConvenzione Internazioonale
88.0VOARTSPensioni di vecchiaia e di anzianità, liquidate a carico della gestione artigiani, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
89.0IOARTSPensioni di invalidità e di inabilità e assegni di invalidità, liquidati a carico della gestione artigiani, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
90.0SOARTSPensioni ai superstiti, liquidate a carico della gestione artigiani, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
91.0VOCOMSPensioni di vecchiaia e di anzianità, liquidate a carico della gestione esercenti attività commerciali, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
92.0IOCOMSPensioni di invalidità e di inabilità e assegni di invalidità, liquidati a carico della gestione esercenti attività commerciali, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
93.0SOCOMSPensioni ai superstiti, liquidate a carico della gestione esercenti attività commerciali, in regime internazionaleConvenzione Internazionale
94.0PIPensioni del personale a rapporto d’impiego dell’INPS e degli Enti disciolti con la riforma sanitariaFondo speciale
97.0PLPensioni del personale salariato dell’INPS e degli Enti disciolti con la riforma sanitariaFondo speciale
199.0VESO92Assegno di esodo art. 4, legge 92/2012 finalizzato a pensione di vecchiaia o anticipataAGO
700-799INFRendita diretta o indiretta erogata dall’INAIL-
801.0DIRTrattamento diretto (non di invalidità) erogato da Ente diverso dall’INPS-
802.0INVTrattamento diretto di invalidità erogato da
Ente diverso dall’INPS
-
803-830SUPTrattamento ai superstiti erogato da Ente diverso dall’INPS-
GESTIONE EX INPDAP
213.0VOCTPSPensioni di vecchiaia, di anzianità e pensionamenti anticipati, liquidati a carico della Cassa dei trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato (CTPS)Fondo esclusivo
214.0IOCTPSPensioni di invalidità e di inabilità, liquidati a carico della Cassa dei trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato (CTPS)Fondo esclusivo
215.0SOCTPSPensioni ai superstiti, liquidati a carico della Cassa dei trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato (CTPS)Fondo esclusivo
216.0VOCPDELPensioni di vecchiaia, di anzianità e pensionamenti anticipati, liquidati a carico della Cassa pensioni lavoratori dipendenti Enti Locali (CPDEL)Fondo esclusivo
217.0IOCPDELPensioni di invalidità e di inabilità, liquidati a carico della Cassa pensioni lavoratori dipendenti Enti Locali (CPDEL)Fondo esclusivo
218.0SOCPDELPensioni ai superstiti, liquidati a carico della Cassa pensioni lavoratori dipendenti Enti Locali (CPDEL)Fondo esclusivo
219.0VOCPIPensioni di vecchiaia, di anzianità e pensionamenti anticipati, liquidati a carico della Cassa pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (CPI)Fondo esclusivo
220.0IOCPIPensioni di invalidità e di inabilità, liquidati a carico della Cassa pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (CPI)Fondo esclusivo
221.0SOCPIPensioni ai superstiti, liquidati a carico della Cassa pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (CPI)Fondo esclusivo
222.0VOCPSPensioni di vecchiaia, di anzianità e pensionamenti anticipati, liquidati a carico della Cassa per le pensioni ai sanitari (CPS)Fondo esclusivo
223.0IOCPSPensioni di invalidità e di inabilità, liquidati a carico della Cassa per le pensioni ai sanitari (CPS)Fondo esclusivo
224.0SOCPSPensioni ai superstiti, liquidati a carico della Cassa per le pensioni ai sanitari (CPS)Fondo esclusivo
225.0VOCPUGPensioni di vecchiaia, di anzianità e pensionamenti anticipati, liquidati a carico della Cassa per le pensioni agli ufficiali giudiziari (CPUG)Fondo esclusivo
226.0IOCPUGPensioni di invalidità e di inabilità, liquidati a carico della Cassa per le pensioni agli ufficiali giudiziari (CPUG)Fondo esclusivo
227.0SOCPUGPensioni ai superstiti, liquidati a carico della Cassa per le pensioni agli ufficiali giudiziari (CPUG)Fondo esclusivo
201.0VOSPETTPensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata per ballerini e tersicorei, di anzianità e pensioni supplementari liquidate a carico del Fondo Lavoratori dello SpettacoloFondo sostitutivo
202.0IOSPETTAssegni ordinari di invalidità, pensioni di invalidità generica, pensioni di inabilità, pensioni di invalidità specifica, pensioni privilegiate di invalidità, pensioni privilegiate di inabilità e pensioni supplementari liquidate a carico del Fondo Lavoratori dello SpettacoloFondo sostitutivo
203.0SOSPETTPensioni ai superstiti, pensioni ai superstiti privilegiate e pensioni supplementari liquidate a carico del Fondo Lavoratori dello SpettacoloFondo sostitutivo
204.0VOSPORTPensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata per sportivi professionisti e pensioni supplementari liquidate a carico del Fondo Sportivi ProfessionistiFondo sostitutivo
205.0IOSPORTAssegni ordinari di invalidità, pensioni di invalidità generica, pensioni di inabilità, pensioni privilegiate di invalidità, pensioni privilegiate di inabilità e pensioni supplementari liquidate a carico del Fondo Sportivi ProfessionistiFondo sostitutivo
206.0SOSPORTPensioni ai superstiti, pensioni ai superstiti privilegiate e pensioni supplementari liquidate a carico del Fondo Sportivi Professionisti

Il fondo pensione, come funziona il PIP

Il decreto legge 201/2011 ha, però, stabilito l’assorbimento delle gestioni ex INPDAP ed ex Enpals presso l’Istituto nazionale della previdenza sociale, ovvero l’INPS. Con questo unico raggruppamento non ci sono state ripercussioni sulle categorie precedenti che, ancora oggi, trovano invariati i loro codici pensione. Anche le prestazioni socio assistenziali fanno parte di queste categorie Inps. 

 

Per esempio l’assegno mensile di invalidità civile ha come sigla “invciv” e come codice pensione 44. La sua gestione di appartenenza è quella di prestazione assistenziale. 

 

Ci sono poi anche le pensioni cedibili e non cedibili che troviamo sempre all’interno delle categorie pensioni Inps. 

 

Con cedibile si fa riferimento alla quota cedibile per poter richiedere una cessione del quinto. 

 

Le pensioni non cedibili sono le seguenti: 

  • pensioni e assegni sociali, identificate con le seguenti categorie pensioni PS, AS
  • i percettori di prestazioni per invalidi civili: INVCIV, INDF, INDA, INDAC, INDC, INDCD, INDCV;
  • gli assegni mensili per assistenza all’inabilità
  • la quota di assegni al nucleo familiare
  • le pensioni con contitolarità della quota parte.

In questo caso non si può richiedere una cessione del quinto della pensione perché sprovviste di quota cedibile.

 

Scopri come ottenere una cessione del quinto in convezione con l’INPS.

simulazione
cessione del quinto

Esempio di prestito con cessione del quinto erogato ad un ex dipendente statale nato il 01/02/1954: importo erogato 28474,47€ da rimborsare in 120 rate mensili da 300,00€ – TAN fisso 4,84% – TAEG fisso 4,97% – importo totale dovuto dal consumatore di 36.000,00€ spese assicurative comprese nella rata, tasso fisso rata costante , bollo 16 euro.

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Pensione INPS in caso di Decesso

Pensione INPS in caso di Decesso

Quando muore una persona purtroppo si deve pensare anche ad affrontare alcune questioni burocratiche, tra queste bisogna occuparsi della pensione del defunto

In caso di prestazione previdenziale Inps, la legge prevede l’interruzione automatica appena gli eredi o chi è delegato alla riscossione comunicano l’avvenuto decesso all’istituto previdenziale entro le 48 ore successive

 

A tal proposito è previsto l’invio telematico della comunicazione del decesso, come stabilito dall’art. 1 comma 303 della legge n. 190 del 2014

 

Una normativa che riguarda proprio il modo in cui comunicare all’Inps della morte di un caro parente e titolare della pensione, sarà infatti il medico necroscopo a trasmettere entro 48 ore all’Istituto nazionale di previdenza sociale il certificato di accertamento di morte. 

Pensione inps in caso di Decesso

Comunicazione del decesso, a chi tocca inviarla telematicamente

La comunicazione viene fatta in via telematica seguendo le procedure online. I soggetti che sono autorizzati possono utilizzare il pin online della persona deceduta oppure rivolgersi ad un patronato autorizzato a trasmettere tutte le pratiche necessarie. 

 

I parenti, però, possono anche predisporre un’autocertificazione del decesso e quindi evitare di attendere che il comune rilasci il certificato di morte. Se non si trasmette la comunicazione ma si continua a riscuotere la pensione, si finisce per commettere un reato punibile per legge.

Pensione ai superstiti indiretta e di reversibilità, cos’è e a chi è rivolta?

La pensione ai superstiti è un trattamento pensionistico riconosciuto e che va in favore dei familiari superstiti nel momento in cui muore il pensionato.

 

Ne hanno il diritto in quanto superstiti il coniuge o l’unito civilmente, il coniuge separato, il coniuge divorziato a condizione che sia titolare dell’assegno divorzile e che non sia nuovamente sposato.

Nel caso in cui il dante causa, cioè la persona che per effetto della successione perde il diritto, sia convolato a nuove nozze dopo il divorzio, le quote che spettano sia al coniuge superstite che a quello divorziato saranno stabilite dal Tribunale.

 

  • I figli minorenni alla data del decesso del dante causa
  • I figli inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso
  • I figli maggiorenni studenti, a carico del genitore al momento del decesso, che non prestino attività lavorativa, che frequentano scuole o corsi di formazione professionale nei limiti del 21° anno di età
  • I figli maggiorenni studenti, a carico del genitore al momento del decesso, che non prestino attività lavorativa, che frequentano l’università, nei limiti della durata legale del corso di studi e non oltre il 26° anno di età.

Cessione del quinto della pensione e decesso. chi paga?

La cessione del quinto della pensione è una forma di finanziamento che permette a una persona di ottenere un prestito utilizzando la propria pensione come garanzia. La rata del prestito non viene pagata dal debitore, ma viene trattenuta direttamente dalla pensione. 

In caso di morte del debitore, il debito residuo della cessione del quinto può essere coperto da una polizza assicurativa sulla vita. Inoltre, la legge prevede che la cessione del quinto debba essere coperta da due polizze obbligatorie: una per il rischio impiego e una per il rischio vita. Nel caso dei pensionati, viene stipulata solo la polizza contro il rischio premorienza. 

 

In caso di morte del debitore, il debito residuo sarà saldato dalla compagnia assicurativa, a meno che la morte non sia riconducibile a una delle cause di esclusione previste nel contratto di assicurazione. 

 

Le principali cause di esclusione sono la morte dovuta a comportamento doloso, il suicidio entro 24 mesi dalla sottoscrizione del contratto, la morte dovuta a condizioni di salute gravi segnalate in fase di sottoscrizione del contratto e la morte dovuta a guida in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di droghe. In assenza di copertura assicurativa, il debito residuo dovrà essere saldato dagli eredi del debitore.

simulazione
cessione del quinto

Esempio di prestito con cessione del quinto erogato ad un ex dipendente statale nato il 01/02/1954: importo erogato 28474,47€ da rimborsare in 120 rate mensili da 300,00€ – TAN fisso 4,84% – TAEG fisso 4,97% – importo totale dovuto dal consumatore di 36.000,00€ spese assicurative comprese nella rata, tasso fisso rata costante , bollo 16 euro.

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Riforma delle Pensioni Draghi

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Durante l’incontro sulle pensioni dello scorso 20 dicembre 2021 che si è tenuto a Palazzo Chigi, si è cercato di costruire un metodo di consultazione basato su più ambiti e messo a punto dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.

Tre i temi su cui si sono concentrati; flessibilità in uscita, pensioni complementari e precarietà giovanile con l’obiettivo della sostenibilità nel medio e lungo periodo

 

Nella Manovra, intanto, sarà inserita la possibilità di anticipare la pensione per i lavoratori edili che potranno aderire all’Ape Sociale e quindi accedere all’anticipo con 32 anni di contributi e 63 anni d’età. 

 

Su questo punto, governo e maggioranza hanno trovato l’intesa per permettere di uscire prima dal mondo del lavoro per la categoria, anticipando, quindi, di quattro anni mentre prima la legge permetteva di uscire a 36 anni di contributi. 

Riforma delle pensioni Draghi

Tra le proposte, i sindacati hanno avanzato anche un’altra novità rispetto al sistema precedente. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha indicato dei punti base come la flessibilità in uscita che dovrebbe essere fissato da 62 anni o 41 anni di contributi senza vincoli di età, inoltre, rivedere l’aspettativa di vita a seconda delle categorie lavorative e riconoscere il lavoro di cura e delle donne.

 

Gli incontri e le discussioni hanno effettivamente portato a rivedere e formulare la Legge di Bilancio 2022. Vediamo quali sono le novità apportate: per i lavoratori che maturano i requisiti dal 1° gennaio al 31 gennaio 2022 è possibile andare in pensione anticipatamente a 64 anni d’età e 38 di contributi versati. Prorogata per l’anno 2022 anche la misura Opzione Donna in cui si estende la possibilità di optare per il regime del trattamento pensionistico anticipato alle lavoratrici che maturano almeno 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti ed almeno 59 anni di età per le lavoratrici autonome, e contributivi di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2021.

 

Viene prorogata anche l’Ape sociale che prevede l’ampliamento della platea di lavoratori ammessi per anticipare la pensione e che si rivolge a determinate categorie. Per questi soggetti è possibile uscire prima dal mondo del lavoro a 63 anni d’età e 36 di contributi, (30 se disoccupati, disabili o caregiver). Per lavoratori edili e ceramisti, invece, sarà necessario raggiungere i 32 anni di contributi e 63 anni d’età per chiedere l’Ape.

simulazione
cessione del quinto

Esempio di prestito con cessione del quinto erogato ad un ex dipendente statale nato il 01/02/1954: importo erogato 28474,47€ da rimborsare in 120 rate mensili da 300,00€ – TAN fisso 4,84% – TAEG fisso 4,97% – importo totale dovuto dal consumatore di 36.000,00€ spese assicurative comprese nella rata, tasso fisso rata costante , bollo 16 euro.

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Pensioni Quota 41, 92, 100, 102

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Novità in ambito pensionistico, dal superamento di Quota 100 all’Opzione Donna, passando per l’Ape sociale e il taglio dei contributi per edili e ceramisti.

Dal 1° gennaio 2022, infatti, possiamo dire addio a Quota 100 e dare il benvenuto a Quota 102 con cui si potrà lasciare il mondo del lavoro al raggiungimento dei 64 anni di età e almeno 38 di contributi. 

 

Con Quota 102, il Governo ha stimato la pensione per circa 16.800 lavoratori nel 2022 e 23 mila nel 2023. Per coloro che raggiungeranno i requisiti di accesso a Quota 102 entro il 31 dicembre 2022 è data la possibilità di poter usufruire della misura in un secondo momento. 

 

L’assegno medio con Quota 102 dovrebbe aggirarsi attorno ai 26mila euro annui.

Pensioni Quota 41

Novità anche per il mondo delle donne, nella manovra è stata, infatti, prorogata la cosiddetta Opzione donna senza revisione dei requisiti. Dunque, le lavoratrici potranno accedere alla pensione anche nel 2022 con 58 anni di età, 59 se lavoratrici autonome, e 35 anni di contributi. In questo caso l’assegno pensionistico seguirà il calcolo con il metodo contributivo.

 

Anche l’Ape sociale è stata prorogata al 2022 e rafforzata. È previsto l’ampliamento della platea dei lavoratori ammessi all’anticipo pensionistico per determinate categorie. Che potranno andare in pensione a 63 anni con 36 anni di contributi, 30 se disoccupati, disabili o caregiver. L’assegno si attesta fino a 1500 euro lordi fino al conseguimento dei normali requisiti di pensionamento.

 

Alla manovra si aggiungono anche nuovi lavori per le cosiddette attività gravoso che possono accedere all’Ape sociale. Parliamo di insegnanti di scuola primaria e pre primaria, tecnici della salute, magazzinieri, estetiste, artigiani, operai specializzati, agricoltori ma ancora conduttori d’impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali, operatori d’impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli. 

Nel 2022 è, inoltre, previsto anche il taglio dei contributi per gli edili e i ceramisti a cui serviranno 32 anni di contributi e 63 anni d’età per chiedere l’Ape.

 

La riforma delle pensioni dovrebbe scattare nel 2023 ed è stata avviata con i primi incontri a fine dicembre con l’obiettivo di mantenere sostenibilità nel tempo e superare la Riforma Fornero.

 

Negli ultimi mesi si spinge per inserire entro il 2023 la cosiddetta Quota 41 che consentirebbe la possibilità di uscire dal mondo del lavoro con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica. Una possibilità riservata, al momento, solo per le attività considerate usuranti e per i lavoratori “precoci”.

 

Leggi l’articolo del Corriere.it sulle ultime news sulla quota 41 del 2023.

 

Tra le altre ipotesi si è fatta strada anche quella di riconsiderare la Quota 92, ovvero una misura che permette di anticipare la pensione al raggiungimento di 62 anni di età e 30 di contributi versati. Un meccanismo simile a quello di Quota 100 con l’età contributiva che, però, scende da 38 a 30 anni.

simulazione
cessione del quinto

Esempio di prestito con cessione del quinto erogato ad un ex dipendente statale nato il 01/02/1954: importo erogato 28474,47€ da rimborsare in 120 rate mensili da 300,00€ – TAN fisso 4,84% – TAEG fisso 4,97% – importo totale dovuto dal consumatore di 36.000,00€ spese assicurative comprese nella rata, tasso fisso rata costante , bollo 16 euro.

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Ultime Notizie Pensioni

Ultime Notizie Pensioni

Il 2023 sta vedendo numerose novità in ambito pensioni con accesi confronti tra Governo e sindacati. L’obiettivo è quello di trovare un’uscita che sia al tempo stesso sostenibile e strutturale dalla riforma Fornero.

Nel dibattito non c’è solo l’uscita da quota 100, che non è più in vigore, ideata dall’esecutivo con Quota 102 e inserita nella legge finanziaria. 

Il governo punta a Quota 104 per poi tornare alla Fornero con un’uscita solo per vecchiaia a 67 anni, anche se i sindacati non ci stanno.

 

A tal proposito vedi anche il nostro articolo: 

Pensioni Quota 41, 92, 100, 102

 

Dunque, il lavoratore che nel 2022 avrà almeno 64 anni di età e 38 di contributi potrà accedere alla pensione anticipata con la Quota 102 introdotta dalla legge di Bilancio.

 

Per poter andare in pensione bisogna raggiungere i requisiti ordinari pari a 41 e 42 anni e 10 mesi di contributi più 3 mesi con la cosiddetta finestra mobile.

Ultime News sulle pensioni

novità più importanti sulle pensioni

Chi può presentare domanda e come fare

Dal 7 gennaio 2022 è possibile presentare la domanda di pensione ma ovviamente i nuovi requisiti devono essere maturati entro il 2022. Per presentare la domanda è necessario essere in possesso delle credenziali di accesso, quindi Carta nazionale dei servizi, carta di identità elettronica o Spid. Successivamente si può compilare e inviare la domanda di pensione per via telematica sul sito www.inps.it.

 

Possono presentare la domanda tutti i lavoratori che nel 2022 hanno maturato i requisiti di Quota 102, ovvero come abbiamo già visto avere 64 anni di età e 38 di contributi. La modalità di presentazione delle domande telematiche è valida anche per i lavoratori iscritti alle Gestioni private, alla Gestione pubblica e alla Gestione spettacolo e sport, anche al fine di chiedere il cumulo dei periodi assicurativi per il conseguimento del diritto alla pensione “quota 102”.

 

Vedi anche la nostra guida sulla presentazione della domanda di pensionamento.

Pensioni e cessioni del quinto, cambiano i tassi di interesse

Con le novità che riguardano le pensioni cambiano anche i tassi di interesse applicati ai prestiti. Infatti, con il decreto del 28 dicembre 2021 il Ministero dell’Economia e delle finanze ha indicato i Tegm, cioè i tassi effettivi globali medi, praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari e in vigore dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo 2022. Come comunicato dall’Inps i nuovi tassi d’interesse riguardano anche i prestiti da estinguere sotto forma di cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

 

Nel dettaglio vediamo quali sono i nuovi valori applicati per chiunque volesse richiedere un prestito con la cessione del quinto della pensione

  • tassi medi pari al 10,97% e tassi di usura pari al 17,7125% per importi fino a 15 mila euro;
  • tassi medi pari al 7,08% e tassi di usura pari al 12,8500% per importi superiori i 15 mila euro.

 

Questi nuovi valori hanno conseguenze anche sui tassi di soglia TAEG da utilizzare per i prestiti estinguibili da banche o enti finanziari in regime di convenzionamento ai pensionati. 

 

Parliamo di valori che tengono conto dell’età e dell’importo chiesto in prestito, e che nel 2022 variano per importi non superiori a 15 mila euro:

  • fino a 59 anni dell’8,21%;
  • da 60 a 64 anni del 9,01%;
  • da 65 a 69 anni del 9,81%;
  • da 70 a 74 anni del 10,51%;
  • da 75 a 79 anni dell’11,31%;
  • da 79 anni a salire del 17,7125%.

Per somme superiori a 15 mila euro, invece, variano:

  • fino a 59 anni del 6,11%;
  • da 60 a 64 anni del 6,91%;
  • da 65 a 69 anni del 7,71%;
  • da 70 a 74 anni dell’8,41%;
  • da 75 a 79 anni del 9,21%;
  • da 79 anni a salire del 12,8500%.

Vedi anche le tabelle aggiornate dei prestiti INPS.

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cessione del quinto

Esempio di prestito con cessione del quinto erogato ad un ex dipendente statale nato il 01/02/1954: importo erogato 28474,47€ da rimborsare in 120 rate mensili da 300,00€ – TAN fisso 4,84% – TAEG fisso 4,97% – importo totale dovuto dal consumatore di 36.000,00€ spese assicurative comprese nella rata, tasso fisso rata costante , bollo 16 euro.

Tredicesima e Quattordicesima della Pensione INPS

Tredicesima e Quattordicesima della Pensione INPS

La Tredicesima e la Quattordicesima della pensione è una somma che si aggiunge alla pensione Inps e che viene erogata a luglio e a dicembre di ogni anno.

Questa somma viene corrisposta insieme al cedolino della pensione e spetta ai pensionati di almeno 64 anni e che hanno un reddito complessivo individuale tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, quindi fino a 13,405,08€ nel 2021

 

I pensionati che avranno diritto all’erogazione della quattordicesima sono quelli appartenenti ad una delle gestioni dell’Ago o sostitutive, esclusive ed esonerative. 

 

Quindi, la somma spetta a chi percepisce una pensione di anzianità, invalidità, vecchiaia o anticipata e alle persone titolari di una pensione di reversibilità.

Pensioni INPS QUATTORDICESIMA

La misura è stata messa in atto per contrastare l’aumento del costo della vita. Tuttavia, qualora non dovesse bastare, l’INPS ha creato delle convenzioni con delle finanziarie per poter accedere a prestiti INPS agevolati per pensionati. 

Come funziona la TREDICESIMA DELLA PENSIONE

La tredicesima mensilità è una prestazione economica che viene corrisposta annualmente ai pensionati, ovvero a coloro che hanno raggiunto l’età pensionabile o che hanno maturato i requisiti per il pensionamento anticipato. La tredicesima mensilità viene calcolata sulla base dell’importo della pensione e viene erogata in due tranche, una a luglio e una a dicembre.

 

La tredicesima mensilità è stata introdotta con il decreto legislativo n. 507 del 15 dicembre 1992, al fine di garantire ai pensionati un sostegno economico aggiuntivo durante il periodo natalizio. Tuttavia, la tredicesima mensilità è diventata una prestazione strutturale a partire dal 1998, ovvero è stata prevista come una prestazione a carattere permanente.

Come viene calcolata la tredicesima?

La tredicesima mensilità viene calcolata sulla base dell’importo della pensione, moltiplicando l’importo mensile per 12 e dividendo il risultato per 13. In pratica, la tredicesima mensilità rappresenta l’1/13 della pensione annuale. Ad esempio, se la pensione mensile è di 1.000 euro, la tredicesima mensilità sarà di (1.000 x 12) / 13 = 923,07 euro.

 

È importante sottolineare che la tredicesima mensilità viene calcolata sull’importo della pensione lorda, ovvero prima delle trattenute fiscali e dei contributi previdenziali. Inoltre, la tredicesima mensilità viene erogata in due tranche, una a luglio e una a dicembre. La tranche di luglio viene erogata insieme alla pensione di giugno, mentre la tranche di dicembre viene erogata insieme alla pensione di novembre.

Chi ha diritto alla tredicesima?

La tredicesima mensilità della pensione è prevista per tutti i pensionati, indipendentemente dalla forma di pensionamento (vecchiaia, anzianità, invalidità, etc.). Tuttavia, ci sono alcune categorie di pensionati che non hanno diritto alla tredicesima mensilità.

In particolare, non hanno diritto alla tredicesima mensilità i pensionati che percepiscono una pensione a carico di altri Paesi dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo, a meno che non siano residenti in Italia. Inoltre, non hanno diritto alla tredicesima mensilità i pensionati che percepiscono una pensione di guerra o di inabilità, a meno che non siano residenti in Italia.

 

 

Inoltre, non hanno diritto alla tredicesima mensilità i pensionati che percepiscono una pensione di reversibilità, ovvero una pensione corrisposta ai superstiti di un lavoratore deceduto. Tuttavia, i superstiti di un lavoratore deceduto che percepiscono una pensione di reversibilità hanno diritto alla tredicesima mensilità se hanno maturato almeno 20 anni di contributi versati all’INPS e se soddisfano alcune altre condizioni stabilite dalla legge.

Come viene erogata la tredicesima della pensione e quando?

La tredicesima mensilità della pensione viene erogata dall’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) insieme alla pensione mensile. Ad esempio, la tranche di luglio viene erogata insieme alla pensione di giugno, mentre la tranche di dicembre viene erogata insieme alla pensione di novembre.

 

La tredicesima mensilità della pensione viene erogata tramite bonifico bancario o postale, ovvero viene accreditata direttamente sul conto corrente del pensionato. Tuttavia, è possibile scegliere anche altre modalità di pagamento, come ad esempio il pagamento in contanti presso gli uffici postali o le filiali della banca.

Per richiedere la tredicesima mensilità della pensione, è sufficiente attendere l’erogazione della tranche di luglio o di dicembre. Tuttavia, è possibile verificare l’importo della tredicesima mensilità e il calendario di erogazione accedendo al sito dell’INPS o utilizzando l’applicazione “INPS Mobile“.

In conclusione, la tredicesima mensilità è una prestazione economica annuale che viene corrisposta ai pensionati al fine di garantire un sostegno economico aggiuntivo durante il periodo natalizio. La tredicesima mensilità viene calcolata sulla base dell’importo della pensione e viene erogata in due tranche.

Inoltre, è importante sottolineare che la tredicesima mensilità della pensione è soggetta a tassazione fiscale. L’aliquota fiscale applicata alla tredicesima mensilità è pari al 23% per gli importi fino a 1.549,37 euro, mentre per gli importi superiori è pari al 27%. Tuttavia, è prevista una detrazione di 80,00 euro per ogni componente del nucleo familiare.

Come funziona la QuattorDICESIMA DELLA PENSIONE

Con la Legge di Bilancio 2017 si è esteso il diritto alla somma nella misura prevista fino al 2016 per i pensionati che hanno un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Successivamente con la Legge di Bilancio 2020 è stato incrementato l’importo della somma aggiuntiva per coloro che hanno un reddito complessivo pari o inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo annuo. 

 

Quindi per i pensionati con redditi fino a 10,053,81 euro si deve tenere conto dei seguenti anni di contributi: 

  • Fino a 15 (per i lavoratori autonomi sono 18) la somma sarà di 437 euro
  • Da 15 a 25 (per i lavoratori autonomi saranno dai 18 ai 28) la somma corrisposta sarà di 546 euro 
  • Oltre i 25 (28 per i lavoratori autonomi) la somma pagata sarà di 655 euro. 

 

Per le pensioni con redditi da 10,043 a 13,405,08 euro si deve invece tenere conto dei seguenti anni di contributi: 

  • Fino a 15 (sempre 18 per i lavoratori autonomi) l’importo sarà di 336 euro 
  • Da 15 a 25 (18 a 28 per lavoratori autonomi) l’importo sarà di 420 euro
  • Oltre 25 (per i lavoratori autonomi 28) l’importo sarà di 504 euro. 

 

Chi ha diritto alla pensione non deve effettuare alcuna richiesta per avere la quattordicesima, infatti non è necessario inoltrare una domanda perché il pagamento è effettuato direttamente dall’INPS per i pensionati di tutte le gestioni, sulla base dei redditi degli anni precedenti.

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cessione del quinto

Esempio di prestito con cessione del quinto erogato ad un ex dipendente statale nato il 01/02/1954: importo erogato 28474,47€ da rimborsare in 120 rate mensili da 300,00€ – TAN fisso 4,84% – TAEG fisso 4,97% – importo totale dovuto dal consumatore di 36.000,00€ spese assicurative comprese nella rata, tasso fisso rata costante , bollo 16 euro.

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Pensioni in Europa

Pensioni in Europa

Parlando di pensioni viene spontaneo chiedersi come se la passano i cittadini delle altre nazioni, quando vanno in pensione e quali sono i requisiti necessari da soddisfare prima di abbandonare il mondo del lavoro?

Possiamo affermare che i cittadini italiani sono sicuramente quelli che vanno in pensione più tardi rispetto agli altri paesi europei. L’Italia, infatti, ha l’età di accesso più alta con 66 anni e 7 mesi per i lavoratori del settore pubblico e privato e 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici

La media negli altri Paesi Ue si aggira intorno ai 64 anni e 4 mesi, per le donne 63 anni e 4 mesi, quindi due anni prima rispetto agli italiani. 

Un dato, quest’ultimo, destinato a crescere poiché i requisiti anagrafici per lasciare il lavoro in Italia sono ancorati all’aspettativa di vita e che spesso vengono controllati e aggiornati.

 

Dunque, l’Italia fa registrare il requisito più alto d’Europa, ma è secondo solo alla Grecia che permette ai cittadini di accedere all’assegno pensionistico solo a 67 anni. 

Pensioni in europa

 Tuttavia, però, sono presenti anche numerose deroghe in vigore che permetto ai Greci di scendere anche alla soglia di 55 anni per gli uomini e 50 per le donne.

Vedi anche la guida ufficiale sulle pensioni in UE.

Differenze tra le pensioni in Europa

Sessantacinque anni è l’età media nella maggior parte dei Paesi europei per poter abbandonare definitivamente il mondo del lavoro. Belgio, Croazia, dove però per le donne è previsto il pensionamento a 62 anni e nove mesi, Cipro, Lussemburgo, Ungheria, Slovenia, Austria e Polonia, per questi ultimi due le donne vanno in pensione a 60 anni, e Romania dove le donne lasciano la propria attività lavorativa a 61 e nove mesi. 

 

Anche in Germania si va in pensione a 65 anni e nove mesi, per Spagna e Irlanda se ne parla a 66 anni, in Francia a 66 anni e sette mesi e in Bulgaria a 66 anni e nove mesi.

 

Il primato per il Paese in cui si va in pensione prima di tutti, invece, spetta a Malta dove a 63 anni si può accedere al pensionamento, ci sono poi la Repubblica ceca con 63 anni e dieci mesi, la Lettonia con 64 anni e la Lituania con 64 anni e due mesi. 

 

Sistema diverso solo in Finlandia e Svezia dove il requisito anagrafico è più flessibile, ciò vuol dire che una persona può richiedere la pensione entro una fascia d’età che va per la Svezia dai 62 ai 68 anni e per la Finlandia dai 63 anni e nove mesi fino ai 68 anni.

 

Uno dei pochi vantaggi di essere un pensionato in Italia è dato dal fatto che esistono delle agevolazioni sui prestiti, come la cessione del quinto per i pensionati, che garantiscono dei tassi agevolati grazie alle convezioni con l’INPS.

Tabelle delle età di pensionamento in UE e nel Mondo

Pensioni in Italia

UominiDonne
Dipendenti Pubblici66.766.7
Dipendenti Privati66.765.7

Pensioni in Europa

PaeseUominiDonne
Austria65.060.0
Belgio65.065.0
Bulgaria65.063.0
Cipro65.065.0
Croazia65.061.0
Danimarca65.065.0
Estonia63.063.0
Finlandia63.063.0
Francia62.062.0
Germania65.465.4
Grecia67.067.0
Irlanda66.066.0
Lettonia62.962.9
Lituania63.461.8
Lussemburgo65.065.0
Malta62.062.0
Olanda65.365.3
Polonia65.760.7
Portogallo65.065.0
Regno Unito65.062.4
Repubblica Ceca63.062.0
Romania65.059.1
Slovacchia62.062.0
Slovenia65.065.0
Spagna65.365.3
Svezia61.061.0
Ungheria63.063.0
Media UE[1]64.463.4
PAESI EUROPEI NON UE
PaeseUominiDonne
Islanda65.065.0
Liechtenstein64.064.0
Norvegia62.062.0
Svizzera65.064.0
Media Europea64.463.4

Pensioni nel resto del Mondo

PaeseUominiDonne
Australia65.065.0
Canada65.065.0
Cile65.060.0
Israele67.062.0
Giappone65.065.0
Korea65.065.0
Messico65.065.0
Nuova Zelanda65.065.0
Turchia60.058.0
Stati Uniti65.065.0
PaeseUominiDonne
Argentina65.060.0
Brasile65.060.0
Cina60.060.0
India58.058.0
Russia60.055.0
Arabia Saudita60.055.0
Sud Africa60.060.0

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cessione del quinto

Esempio di prestito con cessione del quinto erogato ad un ex dipendente statale nato il 01/02/1954: importo erogato 28474,47€ da rimborsare in 120 rate mensili da 300,00€ – TAN fisso 4,84% – TAEG fisso 4,97% – importo totale dovuto dal consumatore di 36.000,00€ spese assicurative comprese nella rata, tasso fisso rata costante , bollo 16 euro.

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Pensioni INPS ex INPDAP per Forze Armate, Polizia e Carabinieri

Pensioni INPS ex INPDAP per Forze Armate, Polizia e Carabinieri

Nuove disposizioni per andare in pensione che riguardano Esercito, Carabinieri e Polizia

Con la Riforma Fornero, che ha ridefinito i requisiti anagrafici per accedere al pensionamento, cambiano le regole anche per militari e forze armate.  

Per Forze Armate e Forze di Polizia ad ordinamento militare e civile, dal 1° gennaio 2021, il personale può smettere anticipatamente il servizio permanente. 

Vediamo quali requisiti è necessario avere per andare in pensione: 

  • anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e un’età anagrafica di almeno 58 anni;
  • anzianità contributiva pari a 41 anni, indipendentemente dall’età anagrafica;
  • massima anzianità contributiva corrispondente all’aliquota dell’80% conseguita entro il 31 dicembre 2011, con un’età anagrafica di almeno 54 anni.
PIP Pensioni per le forze armate esercito militari

Regole per il pensionamento delle Forze Armate e Vigili del Fuoco

Nel caso in cui a 65 anni non sia stato maturato il requisito minimo contributivo previsto per la pensione di anzianità, dal 1° gennaio 2021 il requisito anagrafico non deve essere incrementato rispetto a quello previsto per il 2019/2020. 

 

Così facendo, il diritto alla corresponsione del trattamento pensionistico si potrà acquisire dopo 12 mesi, si tratta della “finestra mobile”

 

Lo stesso sistema vale anche per gli Ufficiali che chiedono di cessare dal servizio dopo il collocamento in aspettativa per riduzione di quadri.

Per i poliziotti il collocamento a riposo d’ufficio dal 1° gennaio 2013 continua ad avvenire in corrispondenza dell’età massima per la permanenza in servizio, così come previsto dagli ordinamenti. Dell’incremento previsto per l’adeguamento alla speranza di vita non si terrà conto per i dipendenti che hanno maturato i requisiti stabiliti per accedere alla pensione di anzianità e che hanno un’età pari a:

  • 65 anni, per dirigenti generali;
  • 63 anni, per dirigenti superiori;
  • 60 anni, se di qualifica inferiore.

 
Nel caso in cui, invece, il dipendente raggiunge il limite di età previsto in relazione alla qualifica o al grado di appartenenza dal 2013 e non ha già maturato i requisiti previsti per la pensione di anzianità, il requisito anagrafico previsto deve essere incrementato di 3 mesi.

In ogni caso, 20 anni di anzianità contributiva è il requisito minimo per il diritto alla pensione di vecchiaia.

 

Invece, in mancanza dei requisiti previsti per la pensione di anzianità il dipendente dovrà prolungare il servizio fino alla maturazione di uno dei requisiti previsti tra pensione di anzianità più la finestra mobile o i limiti ordinamentali più tre mesi e la finestra mobile. Ovviamente, una volta raggiunto uno dei due requisiti utile il lavoratore sarà messo a riposo per poter accedere alla pensione di vecchiaia. 

 

Polizia, Carabinieri, Esercito e Vigili del Fuoco, per accedere alla pensione dovranno inviare le dimissioni da parte dell’ufficio di competenza e una volta ottenuta l’autorizzazione dovranno inoltrare la domanda direttamente all’Inps.

 

Scopri i prestiti convenzionati INPS per dipendenti pubblici.

Regole per il pensionamento delle Forze di Polizia

Per i dipendenti della Polizia di Stato che vogliono accedere alla pensione di anzianità è necessario avere i seguenti requisiti: 

  • 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di anzianità contributiva 
  • 40 anni e 3 mesi di anzianità contributiva utile 
  • 53 anni e 3 mesi di età e la massima anzianità contributiva prevista dall’ordinamento di appartenenza 

 

La legge prevede che la quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012 sia calcolato con il sistema contributivo.


Leggi maggiori informazioni sul sito ufficiale del Nuovo Sindacato Polizia.

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cessione del quinto

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Pensione Lavori Usuranti

Pensione Lavori Usuranti

Operai in pensione a 63 anni con 30 anni di contributi grazie alla formula dell’Ape sociale, abbreviazione di anticipo pensionistico.

Un emendamento alla legge di Bilancio, infatti, prevede la riduzione da 36 a 30 anni di contributi richiesto per queste categorie di lavoratori che potranno richiedere la pensione a 63 anni con la formula dell’Ape sociale.

 

Dunque, parliamo di un’opportunità per accedere alla pensione anticipata con requisiti agevolati previsti sia per lavoratori pubblici e privati che svolgono attività lavorative definite usuranti.

CONTENUTO DELL'ARTICOLO

Lavori usuranti normattiva

Parliamo di tutti quei lavoratori che sono impegnati in attività usuranti, notturni a turni o per l’intero anno. 

 

Agli addetti alla “linea catena” e ai conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza complessiva non inferiore a nove posti.

 

Se vuoi capire nel dettaglio cosa dice la normativa in merito ai lavori usuranti, ti consigliamo di leggere questo articolo di pensionelavoro.it.

Pensioni per lavori usuranti

Lista dei Lavori Usuranti

Per attività lavorative usuranti si intendono:

 

  • lavori in galleria, cava o miniera, mansioni svolte in sotterraneo;
  • lavori nelle cave, mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale;
  • lavori nelle gallerie, mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavori svolti dai palombari;
  • lavori ad alte temperature, tutte quelle attività che espongono ad alte temperature;
  • lavorazione del vetro cavo, mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
  • lavori espletati in spazi ristretti e in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte all’interno di spazi ristetti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;
  • lavori di asportazione dell’amianto.
 
L’elenco completo è visualizzabile nel decreto del 5 Febbraio 2018 e viene aggiornato di anno in anno.

Pensione Lavori Usuranti

In Italia, i lavoratori che svolgono questo tipo di lavoro hanno diritto a particolari trattamenti pensionistici, che mirano a compensare gli sforzi e le fatiche sostenute durante la vita lavorativa.

 

In particolare, i lavoratori che svolgono lavori usuranti hanno diritto a una pensione anticipata rispetto ai lavoratori che svolgono lavori non usuranti. Per ottenere questa pensione anticipata, è necessario che il lavoratore abbia maturato almeno 20 anni di contributi versati all’INPS e che sia in possesso di un’apposita certificazione rilasciata dall’ASL (Azienda Sanitaria Locale) che attesti l’effettivo svolgimento di un lavoro usurante.

 

 

Inoltre, i lavoratori che svolgono lavori usuranti hanno diritto a una maggiorazione dell’assegno pensionistico, che viene calcolata in base alla durata del lavoro usurante svolto. Questa maggiorazione viene applicata anche nel caso in cui il lavoratore non abbia maturato i requisiti per ottenere la pensione anticipata.

 

Inoltre, i lavoratori che svolgono lavori usuranti hanno diritto ad alcune tutele specifiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, al fine di prevenire gli infortuni e le patologie professionali che possono derivare dallo svolgimento di questo tipo di lavoro.

 

Dal 1° gennaio 2017, ai trattamenti pensionistici da liquidare per i lavoratori che svolgono mansioni definite usuranti, non si applicano le “finestre mobili”, cioè il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico di 12 mesi per i lavoratori dipendenti o 18 mesi per gli autonomi. 

 

Per fare la richiesta della pensione anticipata con i requisiti agevolati è necessario aver svolto per almeno sette anni l’attività usurante negli ultimi dieci anni di lavoro o per almeno una metà della vita lavorativa.

 

A questi non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita previsti per gli anni 2019, 2021, 2023 e 2025.

 

La domanda deve essere presentata entro il 1º marzo 2017, qualora i requisiti agevolati siano maturati nel corso del 2017 oppure entro il 1º maggio dell’anno precedente a quello di maturazione dei requisiti agevolati, qualora tali requisiti siano maturati a decorrere dal 1º gennaio 2018.

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PIP Pensioni Integrative

PIP Pensioni Integrative

Quando parliamo di pensione integrativa stiamo facendo riferimento a una forma di risparmio pensionistico che si aggiunge alla pensione di base e che costituisce il secondo pilastro del sistema pensionistico italiano. Con questa modalità pensionistica è possibile andare a riposo anche prima di aver raggiunto l’età pensionabile prevista dalla legge.

Il regime pensionistico italiano funziona secondo il sistema di ripartizione, ovvero: le attuali pensioni vengono pagate con i contributi dei lavoratori attivi, le cui pensioni saranno poi pagate a loro volta dai giovani che entreranno a far parte del mondo del lavoro. 

Negli anni, però, con l’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite è diminuito anche il numero dei lavoratori attivi e questo ha creato un serio deficit per le casse dello Stato.

Motivo per cui si è dovuto rivedere il sistema delle pensioni per contenere le spese. 

CONTENUTO DELL'ARTICOLO

Le riforme introdotte dagli anni ’90 in poi, hanno avuto come obiettivo quello di ridurre l’importo delle pensioni future.

 

Il metodo retributivo di calcolo della pensione viene, quindi, sostituito dal sistema contributivo.

 

 

Dunque, se prima la pensione veniva calcolata in misura percentuale in rapporto alla retribuzione media ricevuta negli ultimi anni di lavoro, ora la pensione viene determinata in funzione ai contributi versati nell’arco della vita lavorativa. 

 

Se vuoi approfondire questo tema, leggi anche il nostro articolo sulle differenze tra sistema contributivo, retributivo e misto.

PIP Pensioni integrative

Come funziona la pensione integrativa

I fondi pensione della previdenza integrativa lavorano nei mercati finanziari utilizzando il meccanismo della capitalizzazione. I contributi vengono versati ed investiti seguendo una linea di gestione scelta dal lavoratore e che può essere obbligazionaria, azionaria, mista o garantita.  Nel momento in cui si accede alla pensione, il capitale accumulato sarà liquidato sotto forma di pensione integrativa di rendita e/o capitale.

 

Vedi le novità introdotte dall’ultima riforma delle pensioni.

Il fondo pensione, come funziona il PIP

Il fondo pensione è uno strumento che permette di investire e costruire la propria pensione, uno di questi è il Piano Individuale Pensionistico (PIP).

L’adesione al PIP permette di destinare parte dei risparmi per integrare la pensione di base e ricevere una pensione complementare, anche reversibile. Consente l’agevolazione di uscire dal mondo del lavoro e, inoltre, permette di affrontare difficoltà personali o lavorative.

 

Il Piano Individuale Pensionistico è rivolto a coloro che vogliono costruirsi una pensione integrativa e possono iscriversi anche i familiari fisicamente a carico se il PIP lo prevede. Per iscriversi ci si può recare presso la sede dell’impresa di assicurazione che ha istituito il PIP oppure online.

Agevolazioni fiscali

Lo Stato riconosce anche delle agevolazioni fiscali, vediamo quali sono:

 

  • i contributi versati al PIP sono deducibili dal reddito IRPEF fino a 5.164,57 euro l’anno;
  • i rendimenti della gestione finanziaria sono tassati con un’aliquota massima del 20% anziché del 26%;
  • la pensione complementare e il capitale sono tassati con un’aliquota che varia tra il 15% e il 9% in base agli anni di partecipazione al PIP;
  • infine, i riscatti della posizione individuale per far fronte a spese impreviste personali sono tassati con un’aliquota che varia tra il 15% al 9% in base al numero di anni di partecipazione. Solo per alcune tipologie di richieste, come voler ristrutturare o acquistare la casa o il riscatto a seguito di dimissioni e licenziamento, si applica l’aliquota del 23%.

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cessione del quinto

Esempio di prestito con cessione del quinto erogato ad un ex dipendente statale nato il 01/02/1954: importo erogato 28474,47€ da rimborsare in 120 rate mensili da 300,00€ – TAN fisso 4,84% – TAEG fisso 4,97% – importo totale dovuto dal consumatore di 36.000,00€ spese assicurative comprese nella rata, tasso fisso rata costante , bollo 16 euro.

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