Riforma delle Pensioni 2022 e 2023

Con la Manovra finanziaria del 2022 si sono registrati dei risvolti molto importanti soprattutto per quanto riguarda il tema sempre delicato delle pensioni. 

Le risorse stanziate sono quasi 14 miliardi di euro, a cui se ne aggiungono più di 23 in deficit, si tratta quindi di una manovra espansiva per ben 37 miliardi di euro. 

 

Al centro della questione ci sono state proroghe per misure importanti e l’addio, per ora, definitivo a Quota 100, apportando così delle differenze per molti lavoratori che vogliono accedere prima al pensionamento.

Le novità riguardano anche chi ha un reddito medio basso, si tratta di uno sgravio dello 0,8% dei contributi previdenziali valido per l’anno 2022 per i lavoratori dipendenti che hanno una retribuzione imponibile fino a 35 mila euro.

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RIFORMA DELLE PENSIONI 2022

Vediamo nel dettaglio tutte le novità della Manovra: come già detto dal 31 dicembre 2021 abbiamo salutato Quota 100 che permetteva di andare in pensione con almeno 62 anni e 38 di contributi. Al suo posto entra in vigore Quota 102 che permetterà di accedere alla pensione a 64 anni e 38 di contributi andando di fatto a modificare la Legge Fornero

 

Un provvedimento, per il momento, valido solo per il 2022, anche se il diritto maturato quell’anno potrà essere esercitato anche negli anni successivi. Secondo la relazione tecnica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, questo passaggio peserà 1,6 miliardi di euro in manovra e permetterà di accedere alla pensione anticipata a circa 60 mila lavoratori nei prossimi 4 anni. 

Riforma della legge sulle Pensioni

Resta invariata l’Opzione donna che permette alle lavoratrici di andare in pensione con 58 anni di età, per le autonome a 59 anni con 35 di contributi, in questo caso con l’assegno calcolato tramite il metodo contributivo. 

 

Prorogata fino al 2022 l’Ape sociale, misura che permette di andare in pensione anticipata a determinate categorie con 63 anni di età e 36 anni di contributi, 30 se disoccupati o invalidi con assegno di 1.500 euro lordi fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di anzianità. Requisiti che restano invariati, quindi: stato di disoccupazione per licenziamento, dimissioni per giusta causa, scadenza del rapporto di lavoro a tempo determinato; se il lavoratore assiste da almeno 6 mesi il coniuge o un parente convivente con handicap grave; riduzione della capacità lavorativa con riconoscimento dell’invalidità civile superiore o uguale al 74%. 

 

Leggi anche l’articolo sulle differenze tra sistema retributivo e contributivo.

 

Inoltre, si aggiungono nuove categorie lavorative: artigiani, agricoltori, conduttori di impianti e macchine per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali, operai di impianti per la trasformazione e la lavorazione a caldo dei metalli; insegnanti di scuola primaria e pre primaria. Magazzinieri, estetiste e servizi personali, sanitari e sociali e tecnici della salute. 

Sul tavolo si pensa ovviamente anche al futuro, molte le ipotesi in vista della riforma del sistema previdenziale dal 1° gennaio 2023 da parte del Governo e dei sindacati.

RIFORMA DELLE PENSIONI 2023

La riforma delle pensioni per il 2023 prevede alcune novità importanti. Innanzitutto, verrà introdotto un sistema di calcolo contributivo per tutte le categorie di lavoratori, inclusi i dipendenti pubblici. Inoltre, verrà stabilito un’età minima per andare in pensione, che sarà gradualmente aumentata nel corso degli anni.

Un’altra novità riguarda l’innalzamento delle soglie di reddito per accedere alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata. Inoltre, verranno introdotti incentivi per chi sceglie di continuare a lavorare oltre l’età pensionabile.


Infine, verrà introdotto un nuovo sistema di pensioni integrative, che permetterà ai lavoratori di accumulare risparmi supplementari per la loro vecchiaia.

Tutte queste misure sono volte a garantire una maggiore sostenibilità del sistema pensionistico nel lungo periodo e a promuovere l’allungamento della vita lavorativa dei cittadini.


Se vuoi approfondire il tema della riforma delle pensioni 2023, leggi questo articolo del Corriere della Sera che approfondisce il tema dell’Opzione Donna.

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